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lunedì 13 febbraio 2012

Non si smentiscono mai…

Diciamo che l’unica sorpresa che non ti fa mai la scuola è quella di non smentire mai le nostre aspettative “negative”, soprattutto per quanto riguarda gli alunni in difficoltà.

A volte davvero mi sembra di essere la prima mamma di una bambina che frequenta la scuola pubblica… ma so che questa è una sensazione comune a quasi tutti i genitori nelle mie condizioni. Dico questo perché, pur essendoci leggi e regolamenti che sanciscono l’integrazione e il diritto allo studio per i bambini diversamente abili, ogni azione necessaria e logica a fronte di un oggettivo bisogno dell’alunno viene sempre accolta con un grande alone di dubbi e perplessità. Gli addetti ai lavori spesso si trasformano in pesci lessi (per descrivere le espressioni) che boccheggiano con sguardi persi nel vuoto sembrano cercare un qualcosa che gli illumini, mostrando loro la retta via. Pesci lessi che si trasformano in vipere incazzate che soffrono di insonnia e che trovando il modo per dormire,  vengono disturbate da te o chi per te che, “con grande ed ingiusta pretesa” chiedi se per la tal questione è tutto a posto. “MA CERTO!!!!! GRRRRRRRRRRR ABBIAMO GIA’ FATTO TUTTO NOI! (SOLITA MAMMA ROMPICOGLIONI CHE NON HA UN …. DA FARE !!!)”

Naturalmente mi scuso con tutti i pesci e le vipere per averli citati in un tal paragone.

Ma veniamo ai fatti che mi portano a sostenere tutto ciò… o meglio a riconfermare questa mia opinione.

Quest’anno scolastico Pita è stata inclusa nel progetto acquaticità, per otto mercoledì dall’otto febbraio al 28 marzo, alcuni bimbi disabili della scuola dell’infanzia insieme ad alcuni loro compagni normodotati verranno portati in piscina, in modo tale che ci sia un lavoro accompagnato da terapisti in acqua che non sia solo terapico ma anche di gioco.

Naturalmente lo accogliamo con grande piacere dato che so quanto Pita ama l’acqua.

Mercoledì scorso preparo per bene la borsa di Pita e poi comincio a preparare lei, pannolino, costume sotto la tuta così è già pronta, dobbiamo essere puntualissime perché alle 8.45 si parte perla piscina!

Alle 8.30 siamo all’asilo, lascio Pita in classe felicissima che continua a dire ad amici e maestra  “iscina iscina!” … fantastica.

Alle 10 vengo avvisata che  Lupita non è stata portata in piscina in quanto non è arrivato il pulmino attrezzato per lei che è in carrozzina. Dato che, ahimè, lei si è pure scelta la disabilità sbagliata essendo l’unica degli alunni h in carrozzina era stato precisato che per il trasporto si necessitava di un mezzo attrezzato. Eppure fino al giorno prima era tutto a posto, la direzione didattica ha mandato tutte le richieste del caso al comune!

Il pulmino però non è arrivato.

Tralascio la parte della mia mega incazzatura, dell’incazzatura di Fabio, delle telefonate a scuola, comune e cooperativa che fornisce i pulmini attrezzati.

Il giorno dopo, ovviamente grazie ai due genitori rompipalle (uno dei quali si è dovuto nuovamente prendere un giorno di ferie pro incapacità collettiva) il tutto si risolve, pulmino richiesto e concesso.  La causa del “disguido” è stata l’incapacità di chi sostituisce la Dirigente Scolastica, nel mandare la richiesta al comune; il quale vedendosi arrivare una richiesta per un trasporto per tal progetto con una X vicino alla voce disabili, ha messo a disposizione l’unico suo mezzo (scuolabus) non premurandosi ovviamente di chiedere che tipo di disabili comprendesse quella X, dando per scontato che se fosse stato necessario qualcosa di più la scuola lo avrebbe precisato.

Insomma dai per scontato tu che do per scontato io che l’alunna B.L è rimasta a piedi.

Ora la mia riflessione è questa, abbiamo capito tutti che Lupita è la prima bambina in carrozzina che per ovvi motivi deve viaggiare con mezzo appropriato, e non su uno scuolabus senza pedana e senza cinture di sicurezza sul quale dovrebbe viaggiare in braccio a qualcuno non stando lei seduta autonomia. Quindi GRAZIE LUPITA PER AVER CREATO IL PRECEDENTE

Ma oggi, in un momento di crisi come quello in cui stiamo vivendo tutti, in un mondo del lavoro in cui prevale il precariato (ad avercelo un posto precario), in cui il posto fisso viene definito monotono,  in cui si arriva a svendere la propria professionalità pur di sopravvivere, un momento in cui persone con 20 o 30 anni di esperienza vengono licenziate (o invitate a licenziarsi) perché costano troppo rispetto a chi di lavora da un paio d’anni, e soprattutto in cui si è costretti (come nel mio caso) a rinunciare ad un posto fisso e sicuro per poter seguire i propri figli e nel caso specifico un figlio disabile; ecco possibile che oggi, con tutte queste premesse di debba sopportare l’inefficienza di certe persone?  Perché mi tocca puntare il dito sul posto pubblico, dato che in questo caso di quello si parla, cadendo nella frase fatta pubblico=sicuro? Per quale motivo sono sempre i più deboli a dover pagare anche l’irresponsabile incapacità di queste persone oltretutto spesso maleducate? Quello che dovrebbe essere chiaro a chi fa certi lavori, lavori che coinvolgono direttamente il benessere dei deboli è che le scuse risicate e il fare dopo non basta. Dovete lavorare bene e nei tempi giusti, magari rendendovi conto delle vostre responsabilità.

lunedì 5 settembre 2011

ed ecco il primo giorno...

.... naturalmente pioggia a catinelle come tutti gli anni! varrà "scolare bagnate scolare fortuante"???
in ogni caso lasciatemi dire che stamattina mi sono bagnata volentieri dato che le stavo FINALMENTE portando all'asilo!
Non mi par vero che queste vacanze siano finite... questa estata è stata davvero pesante!!! Pita "GRAZIE"!!!

Il rientro è stato gioioso come me l'aspettavo, le rispettive maestre felicissime di rivedere le pine e le pine stesse sprizzavano gioia da tutti i pori! (la più felice ero di sicuro io però!!)

I bambini erano veramente pochi quando siamo arrivate noi, e sono rimasti comunque pochi dato che, il nostro asilo, era uno dei pochi ad aprire i battenti oggi e .... i genitori non sono stati informati della data di apertura. Quindi in molti erano/sono convinti che si inizi il prossimo lunedì.

Per quanto riguarda Pita, fortuanatamente sia l'assistente che l'insegnate di sostegno sono le stesse, e per le ore, beh quelle ufficialmente mi verranno comunicate mercoledì... altra cosa simpatica cominciare prima la scuola e poi sapere quanta assistenza ti viene data... ma oggi sono troppo felice per guastarmi il morale e quindi prendo tutto con una filosofia molto zen. Tanto i giorni di protesta arrivano comunque no?!

E poi finalmente questa mattina ho ripreso con gli esercizi alla chitarra che ho trascurato per tutta l'estante!!!




sabato 11 settembre 2010

e domani si comincia

Dunque ci siamo! Domani riaprono le scuole e.. volete saperlo?

alle ore 20 di venerdì 9 settembre, dopo due settimane infernali passate tra incontri con assistente sociale, assessore, sindaco e dirigente scolastica; tra mille telefonate di ogni tipo e stesura di lettere varie ho “finalmente” avuto una risposta “definitiva” sulla situazione di Pita per il prossimo anno scolastico, riuscendo così ad abbassare per un attimo lo stato di emergenza collettivo.

Lupita sarà coperta in modo da poter frequentare liberamente la scuola dell’infanzia per tutto il giorno, tutti i giorni.

Vorrei dire di essere contenta, ma non è la parola giusta. Certo sono più serena soprattutto di fronte al fatto che due settimane fa Pita DOVEVA frequentare mezza giornata ed ora può frequentare tutto il giorno… ma non sono contenta anzi a voler ben vedere sono decisamente scocciata (uso un termine non censurabile).

Primo perché voglio fare la fiscale e la bambina non ha COMUNQUE quello che le spetta! Anzi per essere ancora più precisa ho due ore in meno rispetto all’anno scorso.

Secondo perché è inaccettabile che si debba sapere se una bambina possa frequentare la scuola e per quante ore il venerdì prima dell’inizio dell’anno scolastico. ( faccio notare che io lo so perché ci siamo personalmente interessati altrimenti ne saremo venuti a conoscenza lunedì mattina)

Terzo perché è inconcepibile dover arrivare a NON avere la condizione ottimale ma una situazione di “frequenza senza problemi” facendosi venire l’ulcera!

Pensate pure quello che volete, pensate pure che chi si accontenta gode, pensate che ho mille pretese ma credetemi che non è così. Io non avanzo alcuna pretesa, oggi non mi è stato regalato nulla, oggi si è solo fatto il minimo indispensabile per garantire ad una bambina di poter andare all’asilo come tutti i bambini della sua età. Bambina che ha un diritto allo studio sancito da leggi ben specifiche**, diritto che dovrebbe essere rispettato senza troppi salti mortali.

Ma non lo è!!! Per quale motivo, come sempre, questi tipi di diritti vengono rispettati solo se dietro c’è qualcuno che batte i pugni sul tavolo e che è costretto ad alzare la voce? C’è qualcuno che mi spiega il perché??

Davvero a volte vorrei che queste persone che “ci amministrano” passassero una giornata tipo nei miei panni, e che si rendessero conto di cosa significa avere un figlio con handicap, e di cosa vuol dire non AVERE TEMPO ed usare i piccoli granelli di quello che ti rimane a fine giornata per lottare contro queste violazioni!

Per questo non posso essere contenta, non ci hanno certo regalato niente, anzi mi hanno rubato tempo prezioso che avrei potuto sfruttare in modo migliore..

Per tutte queste ragioni ripeterò sempre fino alla nausea che non bisogna semplicemente accettare quello che ti dicono o quello che ti viene dato. Per le lotte ci vuole tempo e grinta, ma non è possibile essere passivi sul fatto che la vita dei nostri bambini e di conseguenza la nostra venga calpestata. CONOSCI I TUOI DIRITTI E FALLI RISPETTARE!

Sapete di cosa sono contenta? Delle mie pine, del fatto che se sono così è anche grazie a loro, di Fabio che mi sopporta e supporta sempre soprattutto in queste cose, degli amici e dei famigliari che in questi giorni più del solito ci sono stati vicini per forza e rincuorato, e che si sono dimostrati sempre pronti a battersi al nostro fianco non solo per Pita ma per tutti i bambini speciali come lei. Di questo sono veramente contenta e grata.

Spesso mi sento noiosa e ripetitiva.. Vorrei poter parlare di tutt’altro, riempiendo questo blog di momenti di quotidiana gioia e ilarità, di post che descrivano giornate al parco o film visti al cinema (tanto per citare cose che non facciamo mai..), vorrei parlare di cose straordinarie che condiscono una realtà normale.. ma non posso, perché la mia realtà non è “normale” e sento il DOVERE di raccontare, di far sapere che tante famiglie devono quotidianamente affrontare queste ingiustizie.

Non credo ci siano famiglie migliori di altre. Tutte hanno pregi e difetti, momenti fortunati o meno. Purtroppo però alcune necessitano di un aiuto maggiore da parte di una società che non è abbastanza matura per accettare il diverso.

Come ho detto sopra, lo stato di emergenza collettivo si è abbassato passando da rosso ad arancio. Ora voglio potermi godere il primo giorno di scuola.

** da handylex.org norme che disciplinano il diritto allo studio:

104/92 Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."
Si veda in particolare: [ artt. 12 - 16 ]

Nota Ministeriale Assistenza scolastica di base

Sentenza Corte Costituzionale 22 – 26 febbraio 2010, n. 80 “Istruzione pubblica - Insegnanti di sostegno per disabili - Riduzione del numero dei posti e conseguentemente delle ore di insegnamento settimanali - Abolizione della deroga prevista dalla normativa precedente per le forme di disabilità particolarmente gravi.”

queste sono solo alcune, sul sito trovate tutto quello che è importante sapere.

lunedì 6 settembre 2010

e ora pensiamo alla scuola

e chi ha mai smesso di pensarci… aggiungerei.

Ad essere sincera immaginavo o meglio, speravo, che questa sarebbe stata la settimana “in fibrillazione” per la ripresa e invece sarà un’altra settimana dedicata alla gastrite.

Perché?

Semplice, perché come oramai di consuetudine (purtroppo), gli studenti disabili sono studenti di classe B.

Non mi va di entrare nei dettagli della scorsa settimana in quanto il ripensare a certe affermazioni fatte da Assistente Sociale e Sindaco non fa davvero bene alla mia sopracitata gastrite. Diciamo che sono stati giorni dedicati in toto ad avere contatti e colloqui molto più spiacevoli che piacevoli con la Scuola e con l’Amministrazione Comunale.

Il succo è che i famosi tagli hanno colpito indistintamente tutte le famiglie con figli disabili che hanno subito una riduzione, chi più e chi meno, delle ore di sostegno da parte della scuola e delle ore di assistenza all’autonomia da parte dei comuni.

Nel nostro caso Lupita passa da una frequenza già ridotta dell’anno scorso di 6 ore al giorno, ad una frequenza ridotta in modo ulteriore a 5 ore al giorno. Ciò vuol dire che non arriva ad essere assistita nemmeno fino alla merenda, COSTRINGENDOLA così a frequentare solo per mezza giornata.

Costrizione che dovrà subire anche Ruby dato che non posso certo permettermi di fare casa-asilo asilo-casa 4 volte al giorno con due bambine di cui per 3 volete una bambina disabile!

Ecco un’altra bella dimostrazione dell’integrazione dei nostri bambini, ecco un altro esempio di come noi genitori possiamo sempre stare tranquilli nelle nostre case fiduciosi che i diritti sanciti da specifiche LEGGI vengano rispettati..

Infatti non si parla di richieste che ci inventiamo di fare noi tanto perché abbiamo un ideale utopico di società dove il diverso è ben inserito. Qui si parla di leggi che stanno alla base del nostro diritto, leggi che però, citando il mio sindaco, “sanciscono diritti validi solo sulla carta perché i soldi non ci sono!”

Tralasciamo il fatto che è da giungo che l’amministrazione ci avvisa dei tagli (forse per mettere le mani avanti nella speranza che durante l’estate avremmo digerito l’idea subendo così il nostro destino?), tralasciamo il fatto che tutte le belle relazioni redatte dagli Neuropsichiatri per dare indicazioni sulle necessità di ogni alunno disabile non vengono nemmeno prese in considerazione, tralasciamo il fatto che l’Assistente Sociale primo non conosce nemmeno Lupita e la sua patologia e secondo non sa quante ore di assistenza aveva Pita lo scorso anno e conseguentemente non si è resa conto di averle tagliato la bellezza di 7 ore! Ma davvero non riesco, anzi non posso tralasciare il fatto i nostri figli siano sempre considerati l’ultima ruota del carro, e che quindi ai loro diritti non vengano dato nessun rilievo.

Come mai invece quando si tratta di doveri veniamo sempre considerati alla stessa stregua degli altri? Come mai io non posso dire “ la retta e la mensa scolastica non le pago perché i soldi non ci sono!”.. come mai?

Come mai i tagli vanno sempre a colpire coloro che non hanno certo colpa di vivere una particolare condizione?

Trovo assurdo che debba passare il mio tempo studiando leggi e decreti, andando presso gli enti a dimostrare a certe persone che non stanno svolgendo il loro lavoro in modo corretto, e questo lo pagano intere famiglie sulla loro pelle.

Ma i soldi non ci sono… o meglio, la frase corretta è “I SOLDI PER VOI NON CI SONO”

Sono stufa delle belle parole spese ai pranzi sociali, stufa che di questa INTEGRAZIONE che oramai è solo vocabolo che tutti pronunciano continuamente senza attribuirgli però nessun significato concreto.

Io non ho le competenze per suggerire al sindaco dove effettuare i tagli amministrativi, e anche se le avessi non lo farei dato che non sono io quella che ha scelto di fare il primo cittadino! Però penso costantemente ad amministrare al meglio la mia famiglia, ad ognuno il suo no? Mi piacerebbe però che le incombenze e i doveri, come in famiglia si considerano bollette, mutui ecc, non venissero visti dalle amministrazioni comunali come “spese da tagliare”, ma come doveri da assolvere, dopo dei quali, con i fondi restanti, si possano considerare altre spese.

Mia figlia non ha scelto di nascere disabile, non è certo una fortuna, allora come mai viene punita per questa sua condizione non voluta? Non si tratta forse di discriminazione vera e propria?

Noi ci stiamo muovendo senza risparmiare tempo, forze o parole, non temo certo di inimicarmi qualcuno o meglio non me ne frega nulla… pretendo che i diritti di mia figlia vengano rispettati. Certo so che il nostro comportamento da fastidio a chi dalla sua bella poltrona decide delle vite degli altri senza fare la benché minima riflessione.

Non mi importa! IO VOGLIO DARE FASTIDIO!

Sinceramente? mi dispiace che il mio fastidio non sia nemmeno minimamente paragonabile al DISAGIO e al DOLORE che questi individui ci stanno arrecando.

Spero che questa settimana arrivino buone notizie, e francamente mi auguro che prima o poi si arrivi veramente ad una distribuzione dei fondi pubblici fatta con coscienza permettendo così ad una famiglia speciale come la nostra di attendere il “13 settembre” con entusiasmo…

E siamo solo al secondo anno di scuola dell’infanzia.

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