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martedì 8 marzo 2011

le mie donne..

Otto marzo e perciò “auguri donne”

a parte tutto l’aspetto commerciale della cosa, oramai tutte le feste sono state rese, chi più chi meno, un grande business.. è giusto ricordare perché si è scelta una data per festeggiare le donne.

La giornata internazionale della donna (comunemente definita festa della donna) ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. In Italia questa celebrazione si è tenuta per la prima volta nel 1911: nel 2011 si è tenuto il primo centenario. (fonte wikipedia)

Visto quello che sta accadendo oggi nel nostro Paese, è ancor più importante pensare a tutto ciò per cui le donne in Italia e nel mondo hanno combattuto con grandi risultati… no diamoli per scontati. E’ importante valorizzare ciò che abbiamo oggi, non diamo sempre tutto per scontato. E soprattutto è  importante capire quante discriminazioni ancora oggi subiamo.

Io oggi penso alle donne che mi circondano, alla mia nonna che è per me un punto di riferimento e letteralmente adoro, mia mamma un esempio di forza e di tenacia, ha sempre lavorato tanto non arrendendosi mai alle difficoltà, un grande esempio di donna indipendente! Sei grande Mamy!!!!

Le mamme dei bimbi speciali che mano a mano sto incontrando, o le donne speciali che si impegnano in questo “strano mondo” della disabilità… beh ECCEZIONALI.

Quelle amiche speciali di ieri e di oggi, decisamente diverse tra loro ma tutte con una luce magica. Donne speciali che mi hanno fatto sentire fortunata per il solo fatto di averle incontrate nella strada di questa pazza vita.

Le donne blogger… perché è giusto citare anche loro, coloro che sanno fare miracoli con questo “freddo” pc, e che forse nemmeno si immaginano quanto conforto, forza, allegria, consolazione e armonia si possa trovare tra le frasi dei loro post.

Ed infine le due splendide future donne che, modestia a parte, ho creato io! Queste due perle rare che si, mi fanno diventare matta, mi distruggono mandandomi a letto alle 9 di sera ma senza le quali non sarei io…

Queste due donnine che sanno stupirmi ogni giorno, l’altra sera ad esempio Lupita vedendomi mi ha cantato “Tanti auguri a te!!!”… lei che fino ad un anno e mezzo fa non si pensava avrebbe mai nemmeno messo in fila due parole… e Ruby…  Ruby è veramente una donnina, una piccola artista che sa riempire la nostra casa (e non solo) di “quadri” dai temi più vari, o che ci fa morire dalle risate con i suoi discorsi filosofici che ovviamente bisogna ascoltare composti e seri… ma ki ce la fa a star serio!!!??????

Insomma donne, a voi oggi e non solo, va il mio pensiero e il mio augurio.. non cambiate mai!

WeCanDoItPoster1 (il 26 dicembre 2010 ci ha lasciati Geraldine Hoff Doyle involontaria modella di “Rosie the riverter”)

venerdì 5 marzo 2010

siamo donne… oltre alle gambe c’è di più…

(wikipedia) L'emancipazione, nel senso più esteso del termine, si riferisce a tutte quelle azioni che permettono a una persona o a un gruppo di persone di accedere a uno stato di autonomia attraverso la cessazione della dipendenza (dell'assoggettamento) da una qualche autorità o potestà.

e. femminile, raggiungimento da parte della donna della parità di diritti con l'uomo.

“come donna emancipata ho il diritto di vestirmi e di comportarmi come voglio”

mi capita spesso di sentire la parola emancipazione usata, ritengo erroneamente, come giustificazione del proprio modo di vestirsi, di comportarsi.

Oggi per l’ennesima volta ad una trasmissione giornaliera nel palinsesto di rete 4. Lui accusa la sua compagna di mostrarsi troppo, troppo truccata, scollata con la gonna troppo corta, e lei che reclama il diritto di vestirsi così perchè è una donna emancipata.

Su questo argomento si potrebbe aprire un blog a parte perchè credo si possa dibattere all’infinito data anche la grande componente soggettiva. Io penso che se sei stato attirato/a da quella persona è perchè il suo modo di mostrarsi ti piaceva no? Perchè allora volerlo cambiare ora che questa persona sta con te.. ritengo sia un atteggiamente estremamente egoista e bigotto. Le persone scelgono di stare insieme, non per questo diventano proprietà dell’altro e non per questo devono sentirsi meno libere di esprimersi. E qui includo anche l’abbigliamento che, per come la vedo io, è l’espressione del nostro modo di essere.

"Io mi vesto così perchè così mi piaccio", sul fatto che in primis dobbiamo piacere a noi stessi non discuto, come non discuto sul fatto che alla maggior parte di noi piace piacere.. e qui care colleghe donne mi spiace ma proprio non riesco a credere alla classica frase “mi da noia che mi fissino” quando addosso hai mezzo metro quadrato di stoffa!! suvvia! sono donna anch’io!! Non c’è nulla di male nell’essere lusingati dai complimenti…

Ma quello che mi preme è l’uso della parola emancipazione, meglio emancipazione della donna.. insomma trovo veramente inopportuno usare questo termine per giustificare l’abbigliamento. L’emancipazione non si misura certo nei centimetri della gonna o nella scollatura di una camicia. E trovo grave che sia una donna a parlare in questi termini.

Non credo assolutamente che ci sia emancipazione in una mini quando l’uomo che ti guarda ti da della zoc…la. E’ evidente che per quell’uomo tu non c’è parità dei sessi.

Non trovo che ci sia emancipazione quando vieni assunta non grazie al tuo curriculum ma grazie alla tua scollatura o alla tua bella faccia… magari con la mansione di centralinista, mansione che ricoprirai in eterno senza nessuna possibilità di carriera “perchè sai il bell’aspetto conta in fondo sei tu la prima persona che il cliente incontra, il nostro biglietto da visita!” (quindi attenta che magari ti faranno incidere sul “retro” indirizzo web ed e-mail).

Non trovo che ci sia emancipazione quando tra il tuo curriculum e quello di un uomo viene scelto l’uomo perchè sicuramente lui non rimmarrà incinto!

Non trovo nemmeno che ci sia emancipazione quando si parla di quote rosa (termine tutto italiano dato che in altri paesi vengono definite quote di genere).. insomma c’è bisogno di un DDL per dar spazio ed opportunità alle donne in politica????

Da donna mi sento offesa da questo per due motivi, il primo è che ritengo che chi sceglie di fare politica debba far carriera in base alle sue capacità indipendentemente dal sesso. Il secondo è che vuol dire che probabilmente qualcuna delle donne scelte è li perchè c’era da pareggiare i conti e non perchè meritevole … quindi ha “fregato” il posto ad un uomo che avrebbe svolto quel compito magari meglio e viceversa in quanto nulla toglie che possano essere molte di più le donne meritevoli rispetto agli uomini.

Leggete qui cosa accade in Svezia.

Insomma è chiaro che se si necessita di quote rosa o di genere per garantire pari opportunità tra uomini e donne il principio fondamentale di emancipazione non è rispettato.

Il premier rivendica che “una donna può essere brava in politica anche per il solo fatto di essere giovane e magari gradevole. Siamo felici di aver messo in campo un esercito di donne che sono gradevoli, brave”

mercoledì 4 novembre 2009

mamme al lavoro

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Articolo 23

  1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI ECONOMICI SOCIALI E CULTURALI

Articolo 11
2. Per prevenire la discriminazione nei confronti delle donne a causa del loro matrimonio o della loro maternità e garantire il loro diritto effettivo al lavoro, gli Stati parti si impegnano a prendere misure appropriate tendenti a:

a) proibire, sotto pena di sanzione, il licenziamento per causa di gravidanza o di congedo di maternità e la discriminazione nei licenziamenti fondata sullo stato matrimoniale;

b) istituire la concessione di congedi di maternità pagati o che diano diritto a prestazioni sociali corrispondenti, con la garanzia di mantenimento dell'impiego precedente, dei diritti di anzianità e dei vantaggi sociali;

c) incoraggiare l'istituzione di servizi sociali di sostegno necessari affinché i genitori possano conciliare i loro obblighi familiari con le responsabilità professionali e la partecipazione alla vita pubblica, in particolare favorendo l'istituzione e lo sviluppo di una rete di asili-nido;

d) assicurare una protezione speciale alle donne incinte per le quali è stato dimostrato che il lavoro è nocivo.

Ultimamente l’argomento lavoro è moltro ricorrente nelle chiaccherate con le mie colleghe mamme.

Mi viene in mente Silvia, anche lei bi-mamma, prima impiegata, ha tentato il rientro al lavoro part-time ma, dopo circa un anno, ha dovuto desistere perchè uno stipendio part-time non copre la spesa per il nido di due gemelli.

Katia che, dopo dieci anni nello stesso posto, viene messa alle strette perchè, pur avendo avvisato ben un anno prima della sua impossibilità di turni pomeridiani dopo l’orario d’uscita dell’asilo si ritrova accusata di “poca disponibilità”.

Michela che, dopo 15 anni nella stessa ditta, è costretta a licenziarsi perchè all’ultimo momento le hanno detto che non erano disposti a darle il part-time.

Oppure un’altra mamma di un bambino speciale che viene messa in cassa integrazione lei sola su tutto l’ufficio… non voglio essere maliziosa.. di sicuro è stata una scelta casuale…. … … … …

Allora come mai se leggo le due citazioni sopra mi sento sicura, emancipata, protetta e poi la realtà che ho vicino è questa??

Si parla tanto della tutela delle donne sui posti di lavoro, del loro diritto al lavoro, ma forse si dovrebbe sul serio parlare di meno e fare di più.

E’ troppo diffusa, nel mondo del lavoro, l’ostilità verso i nostri pancioni.. Per non parlare di quelli che pensano che prevenire sia meglio che curare e già al momento del colloquio ti chiedono se sei sposata, se hai figli e se no se pensi di averne e quando!!!!!

Insomma l’ideale per alcuni datori di lavoro è avere una dipendente vent’enne così da poter usufruire dell’apprendistato, magari con un figlio maggiorenne e senza nessuna intenzione ad averne altri!!!!!

Il part-time poi… Vade Retro Satana… lavorare mezza giornata!!! ma scherziamo, anzi guarda se ti puoi fermare una, due o tre ore di più tutti i giorni (magari a gratis)! oppure se proprio ci tieni a lavorare solo 4 ore sappi che la tua mole di lavoro sarà comunque la stessa quindi regolati tu.

Mi ricordo quando chiesi di fare solo un’ora di pausa in modo da poter finire l’orario alle 17.30 anzichè alle 18.30 (anche perchè la mia oretta in più ci scappava sempre), la prima risposta che mi diedero fu che a Milano nei grandi studi le impiegate si fermano fino alle 20, infatti loro (i miei capi) si fermavano fino a quell’ora. “peccato” risposi “che noi non siamo a milano, e che io non conosca nessuna impiegata di milano x confermare quello che dite, in più, certo che voi state in studio fino alle 20, arrivate alle 16!!!!”…

Tutto questo in una situazione di “normalità” , ma se ci scappa la 104 diventa una tragedia.

Permessi per la 104!, maternità prolungata e ben 3, e ripeto 3 giorni di lavoro al mese RETRIBUITI!! poveri datori di lavoro… e i colleghi? costretti ad avere a che fare con queste mamme o papà che una volta hanno il controllo npi, una volta hanno la fisioterapia, una volta hanno l’intervento… meno male che molte di loro si trovano costrette a licenziarsi per poter seguire al meglio il loro bimbi.

Non volgio esagerare e fare un quadro troppo negativo, io posso solo parlare per me e per le poche esperienze che sento dalle amiche, per fortuna non è sempre così. Ma chissà perchè mi viene da sperare che questi atteggiamenti diventino prima o poi delle eccezioni.

Io dal mio cantuccio, il 14 finirò il prolungamento della maternità facoltativa con legge 104, così ho richiesto un anno di astensione straordinaria legge 104, dopodichè dato che

- di part-time non se ne parla

- di telelavoro (da me proposto ancora quando ero incinta) NADA (lavorare da casa???? e chi ti controlla???? fa niente se mi recavo in ufficio per lavorare quasi esclusivamente sul telematico, lavoro che potrei svolgere ovunque. Meglio pensare che sono una disgraziata che li ho abbandonati in mille difficoltà)

sarò costretta a licenziarmi per la grande felicità di alcuni che ongi volta che vedono arrivare una busta con me come mittente si augurano che sia la mia lettera di dimissioni…

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.


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