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giovedì 20 settembre 2012

semantica delle parole

Per aiutare Pita a comunicare da 3 anni lavoriamo e conviviamo con la Comunicazione Alternativa Aumentativa.

Tra le varie indicazioni che seguiamo c’è quella dell’ “agito” , ovvero rappresentare sotto forma di storie le esperienze che Pita ha vissuto così che lei possa raccontarle attribuendo un significato, semantico appunto,  alle parole.

In questi giorni di ripresa dell’anno scolastico mi chiedo spesso se, oltre che a Pita, la CAA non possa risultare utile anche a coloro che dettano le regole della scuola e dell’assistenza e che usano, fino quasi alla nausea,  la parola INTEGRAZIONE, facendo in modo che questo non sia solo un vocabolo vuoto.

 

cito:

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola dell’autonomia persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio (fonte M.I.U.R. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)

martedì 11 gennaio 2011

Il ministero della Gelmini condannato per discriminazione agli studenti disabili

Da Il Fatto Quotidiano

Il ministero della Gelmini condannato
per discriminazione agli studenti disabili

La decisione dei giudici milanese riguarda il drastico taglio di ore di sostegno. Davanti a a questa situazione, il novembre scorso diciassette genitori hanno depositato un ricorso in procura

Il ministero di Mariastella Gelmini condannato per discriminazione nei confronti di studenti con disabilità. La condanna del tribunale Civile arriva dopo un ricorso presentato il novembre scorso da 17 genitori contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale. Motivo: la riduzione delle ore di sostegno, ridotte fino al 50% dall’ultima Finanziaria.
A inizio anno, il ministro Gelmini aveva promesso l’aumento degli insegnanti da affiancare agli studenti con disabilità. In realtà, le  famiglie hanno assistito al drastico taglio delle ore di sostegno. Da qui la decisione del ricorso. Supportata dalla convinzione che la scarsità delle risorse non potesse giustificare la lesione di un diritto fondamentale come quello all’istruzione. E così ieri i giudici milanesi gli hanno dichiarata “accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010)”.
“E’ una sentenza importante”, spiega l’avvocato Livio Neri di Avvocati per Niente onlus, legale dei 17 genitori. “Per la prima volta un giudice parla di discriminazione in materia di sostegno scolastico”. Altra novità è la scelta di tante famiglie di agire collettivamente. “Questa decisione – precisa Neri – impedirà agli uffici scolastici di tirare la coperta, togliendo le ore a chi non protesta”. Ma il direttore scolastico per la Lombardia Giuseppe Colosio frena: “Potremo fare ben poco – afferma – non ci sono soldi”. Ma Neri riosponde: “Il modo andrà trovato”. Dopodiché annuncia un esposto in procura nel caso in cui le amministrazioni non dovessero provvedere entro i trenta giorni stabiliti dal giudice.
“La vittoria più grande”, chiarisce Maria Spallino, uno dei genitori che hanno presentato il ricorso, “è l’aver dimostrato che fare rete tra le famiglie può davvero cambiare le cose”. E rilancia: “Questo è un primo passo all’interno di un percorso che ci vede impegnati perché i nostri figli camminino a testa alta, a scuola come in ogni momento della loro vita nella società”.
I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). “Da oggi le famiglie possono contare su uno strumento legale più rapido ed efficace per far valere i diritti dei loro figli”, spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano. “Grazie a questa sentenza – continua Rasconi – ci auguriamo che altre famiglie escano dall’ombra per difendere il diritto dei propri figli alla formazione scolastica e non solo”.

lunedì 22 novembre 2010

I tagli al sostegno per i disabili finiscono per essere un enorme spreco di soldi pubblici

da Il Fatto Quotidiano:

L'Osservatorio sulla legalità dà il via a una petizione-esposto alla Corte dei Conti: "I ricorsi regolarmente vinti dalle famiglie dei ragazzi disabili sono un costo per lo Stato. Con la scusa di tagliare la spesa si usano risorse per violare un diritto"

Sono giuristi, professionisti, imprenditori, commercianti e impiegati i primi firmatari della petizione-esposto alla Corte dei Conti in favore del sostegno agli allievi disabili gravi promossa dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus e aperta alla firma di tutti i contribuenti. In tre giorni sono state raccolte già centinaia di firme. La grande maggioranza dei sottoscrittori non sono insegnanti. Un dato positivo, secondo l’associazione promotrice, che evidenzia come la richiesta di un adeguato sostegno ai disabili gravi sia una scelta di civiltà e diritti sentita da tanti cittadini e non una battaglia di categoria.

 

continua

 

link:

Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti – qui trovi la petizione

Per firmare
invia una e-mail a hc@aaalegalitadiritti.it

con oggetto 'ADESIONE esposto alla Corte dei Conti'
e indicando nome-cognome-professione-città

sabato 11 settembre 2010

e domani si comincia

Dunque ci siamo! Domani riaprono le scuole e.. volete saperlo?

alle ore 20 di venerdì 9 settembre, dopo due settimane infernali passate tra incontri con assistente sociale, assessore, sindaco e dirigente scolastica; tra mille telefonate di ogni tipo e stesura di lettere varie ho “finalmente” avuto una risposta “definitiva” sulla situazione di Pita per il prossimo anno scolastico, riuscendo così ad abbassare per un attimo lo stato di emergenza collettivo.

Lupita sarà coperta in modo da poter frequentare liberamente la scuola dell’infanzia per tutto il giorno, tutti i giorni.

Vorrei dire di essere contenta, ma non è la parola giusta. Certo sono più serena soprattutto di fronte al fatto che due settimane fa Pita DOVEVA frequentare mezza giornata ed ora può frequentare tutto il giorno… ma non sono contenta anzi a voler ben vedere sono decisamente scocciata (uso un termine non censurabile).

Primo perché voglio fare la fiscale e la bambina non ha COMUNQUE quello che le spetta! Anzi per essere ancora più precisa ho due ore in meno rispetto all’anno scorso.

Secondo perché è inaccettabile che si debba sapere se una bambina possa frequentare la scuola e per quante ore il venerdì prima dell’inizio dell’anno scolastico. ( faccio notare che io lo so perché ci siamo personalmente interessati altrimenti ne saremo venuti a conoscenza lunedì mattina)

Terzo perché è inconcepibile dover arrivare a NON avere la condizione ottimale ma una situazione di “frequenza senza problemi” facendosi venire l’ulcera!

Pensate pure quello che volete, pensate pure che chi si accontenta gode, pensate che ho mille pretese ma credetemi che non è così. Io non avanzo alcuna pretesa, oggi non mi è stato regalato nulla, oggi si è solo fatto il minimo indispensabile per garantire ad una bambina di poter andare all’asilo come tutti i bambini della sua età. Bambina che ha un diritto allo studio sancito da leggi ben specifiche**, diritto che dovrebbe essere rispettato senza troppi salti mortali.

Ma non lo è!!! Per quale motivo, come sempre, questi tipi di diritti vengono rispettati solo se dietro c’è qualcuno che batte i pugni sul tavolo e che è costretto ad alzare la voce? C’è qualcuno che mi spiega il perché??

Davvero a volte vorrei che queste persone che “ci amministrano” passassero una giornata tipo nei miei panni, e che si rendessero conto di cosa significa avere un figlio con handicap, e di cosa vuol dire non AVERE TEMPO ed usare i piccoli granelli di quello che ti rimane a fine giornata per lottare contro queste violazioni!

Per questo non posso essere contenta, non ci hanno certo regalato niente, anzi mi hanno rubato tempo prezioso che avrei potuto sfruttare in modo migliore..

Per tutte queste ragioni ripeterò sempre fino alla nausea che non bisogna semplicemente accettare quello che ti dicono o quello che ti viene dato. Per le lotte ci vuole tempo e grinta, ma non è possibile essere passivi sul fatto che la vita dei nostri bambini e di conseguenza la nostra venga calpestata. CONOSCI I TUOI DIRITTI E FALLI RISPETTARE!

Sapete di cosa sono contenta? Delle mie pine, del fatto che se sono così è anche grazie a loro, di Fabio che mi sopporta e supporta sempre soprattutto in queste cose, degli amici e dei famigliari che in questi giorni più del solito ci sono stati vicini per forza e rincuorato, e che si sono dimostrati sempre pronti a battersi al nostro fianco non solo per Pita ma per tutti i bambini speciali come lei. Di questo sono veramente contenta e grata.

Spesso mi sento noiosa e ripetitiva.. Vorrei poter parlare di tutt’altro, riempiendo questo blog di momenti di quotidiana gioia e ilarità, di post che descrivano giornate al parco o film visti al cinema (tanto per citare cose che non facciamo mai..), vorrei parlare di cose straordinarie che condiscono una realtà normale.. ma non posso, perché la mia realtà non è “normale” e sento il DOVERE di raccontare, di far sapere che tante famiglie devono quotidianamente affrontare queste ingiustizie.

Non credo ci siano famiglie migliori di altre. Tutte hanno pregi e difetti, momenti fortunati o meno. Purtroppo però alcune necessitano di un aiuto maggiore da parte di una società che non è abbastanza matura per accettare il diverso.

Come ho detto sopra, lo stato di emergenza collettivo si è abbassato passando da rosso ad arancio. Ora voglio potermi godere il primo giorno di scuola.

** da handylex.org norme che disciplinano il diritto allo studio:

104/92 Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."
Si veda in particolare: [ artt. 12 - 16 ]

Nota Ministeriale Assistenza scolastica di base

Sentenza Corte Costituzionale 22 – 26 febbraio 2010, n. 80 “Istruzione pubblica - Insegnanti di sostegno per disabili - Riduzione del numero dei posti e conseguentemente delle ore di insegnamento settimanali - Abolizione della deroga prevista dalla normativa precedente per le forme di disabilità particolarmente gravi.”

queste sono solo alcune, sul sito trovate tutto quello che è importante sapere.

lunedì 6 settembre 2010

e ora pensiamo alla scuola

e chi ha mai smesso di pensarci… aggiungerei.

Ad essere sincera immaginavo o meglio, speravo, che questa sarebbe stata la settimana “in fibrillazione” per la ripresa e invece sarà un’altra settimana dedicata alla gastrite.

Perché?

Semplice, perché come oramai di consuetudine (purtroppo), gli studenti disabili sono studenti di classe B.

Non mi va di entrare nei dettagli della scorsa settimana in quanto il ripensare a certe affermazioni fatte da Assistente Sociale e Sindaco non fa davvero bene alla mia sopracitata gastrite. Diciamo che sono stati giorni dedicati in toto ad avere contatti e colloqui molto più spiacevoli che piacevoli con la Scuola e con l’Amministrazione Comunale.

Il succo è che i famosi tagli hanno colpito indistintamente tutte le famiglie con figli disabili che hanno subito una riduzione, chi più e chi meno, delle ore di sostegno da parte della scuola e delle ore di assistenza all’autonomia da parte dei comuni.

Nel nostro caso Lupita passa da una frequenza già ridotta dell’anno scorso di 6 ore al giorno, ad una frequenza ridotta in modo ulteriore a 5 ore al giorno. Ciò vuol dire che non arriva ad essere assistita nemmeno fino alla merenda, COSTRINGENDOLA così a frequentare solo per mezza giornata.

Costrizione che dovrà subire anche Ruby dato che non posso certo permettermi di fare casa-asilo asilo-casa 4 volte al giorno con due bambine di cui per 3 volete una bambina disabile!

Ecco un’altra bella dimostrazione dell’integrazione dei nostri bambini, ecco un altro esempio di come noi genitori possiamo sempre stare tranquilli nelle nostre case fiduciosi che i diritti sanciti da specifiche LEGGI vengano rispettati..

Infatti non si parla di richieste che ci inventiamo di fare noi tanto perché abbiamo un ideale utopico di società dove il diverso è ben inserito. Qui si parla di leggi che stanno alla base del nostro diritto, leggi che però, citando il mio sindaco, “sanciscono diritti validi solo sulla carta perché i soldi non ci sono!”

Tralasciamo il fatto che è da giungo che l’amministrazione ci avvisa dei tagli (forse per mettere le mani avanti nella speranza che durante l’estate avremmo digerito l’idea subendo così il nostro destino?), tralasciamo il fatto che tutte le belle relazioni redatte dagli Neuropsichiatri per dare indicazioni sulle necessità di ogni alunno disabile non vengono nemmeno prese in considerazione, tralasciamo il fatto che l’Assistente Sociale primo non conosce nemmeno Lupita e la sua patologia e secondo non sa quante ore di assistenza aveva Pita lo scorso anno e conseguentemente non si è resa conto di averle tagliato la bellezza di 7 ore! Ma davvero non riesco, anzi non posso tralasciare il fatto i nostri figli siano sempre considerati l’ultima ruota del carro, e che quindi ai loro diritti non vengano dato nessun rilievo.

Come mai invece quando si tratta di doveri veniamo sempre considerati alla stessa stregua degli altri? Come mai io non posso dire “ la retta e la mensa scolastica non le pago perché i soldi non ci sono!”.. come mai?

Come mai i tagli vanno sempre a colpire coloro che non hanno certo colpa di vivere una particolare condizione?

Trovo assurdo che debba passare il mio tempo studiando leggi e decreti, andando presso gli enti a dimostrare a certe persone che non stanno svolgendo il loro lavoro in modo corretto, e questo lo pagano intere famiglie sulla loro pelle.

Ma i soldi non ci sono… o meglio, la frase corretta è “I SOLDI PER VOI NON CI SONO”

Sono stufa delle belle parole spese ai pranzi sociali, stufa che di questa INTEGRAZIONE che oramai è solo vocabolo che tutti pronunciano continuamente senza attribuirgli però nessun significato concreto.

Io non ho le competenze per suggerire al sindaco dove effettuare i tagli amministrativi, e anche se le avessi non lo farei dato che non sono io quella che ha scelto di fare il primo cittadino! Però penso costantemente ad amministrare al meglio la mia famiglia, ad ognuno il suo no? Mi piacerebbe però che le incombenze e i doveri, come in famiglia si considerano bollette, mutui ecc, non venissero visti dalle amministrazioni comunali come “spese da tagliare”, ma come doveri da assolvere, dopo dei quali, con i fondi restanti, si possano considerare altre spese.

Mia figlia non ha scelto di nascere disabile, non è certo una fortuna, allora come mai viene punita per questa sua condizione non voluta? Non si tratta forse di discriminazione vera e propria?

Noi ci stiamo muovendo senza risparmiare tempo, forze o parole, non temo certo di inimicarmi qualcuno o meglio non me ne frega nulla… pretendo che i diritti di mia figlia vengano rispettati. Certo so che il nostro comportamento da fastidio a chi dalla sua bella poltrona decide delle vite degli altri senza fare la benché minima riflessione.

Non mi importa! IO VOGLIO DARE FASTIDIO!

Sinceramente? mi dispiace che il mio fastidio non sia nemmeno minimamente paragonabile al DISAGIO e al DOLORE che questi individui ci stanno arrecando.

Spero che questa settimana arrivino buone notizie, e francamente mi auguro che prima o poi si arrivi veramente ad una distribuzione dei fondi pubblici fatta con coscienza permettendo così ad una famiglia speciale come la nostra di attendere il “13 settembre” con entusiasmo…

E siamo solo al secondo anno di scuola dell’infanzia.

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