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giovedì 4 agosto 2011

Genitori Tosti

dal blog Genitori Tosti

Comunicato:
Il gruppo Genitori Tosti In Tutti I Posti, nato nel settembre 2008 in maniera indipendente, dal 12 marzo 2011 è diventato Associazione di Promozione Sociale con la qualifica di Onlus, regolarmente iscritta all'anagrafe unica.
L'associazione ha sede centrale a Verona e sedi regionali a Trento, Lodi, Catania, Cagliari.

È un'associazione fatta da genitori per i genitori, con l'obbiettivo della tutela dei diritti, sempre troppo negati, delle persone disabili che, per i GT sono le persone più care al mondo, cioè i propri figli.

Tutela in ogni ambito della vita, attraverso progetti, iniziative, sensibilizzazione ma soprattutto informazione, grazie alla quale nulla e nessuno può più proseguire nel compiere abusi, discriminazioni od omissioni ai danni delle persone disabili. (leggi tutto il post qui)

Noi tutti sappiamo quanto sia utile che le informazioni, quelle vere, arrivino. Soprattutto lo sappiamo noi genitori di bambini disabili. I GT non solo fanno arrivare le informazioni ma, su quello che succede agiscono non subendo mai in silenzio abusi ed ingiustizie.

martedì 11 gennaio 2011

Il ministero della Gelmini condannato per discriminazione agli studenti disabili

Da Il Fatto Quotidiano

Il ministero della Gelmini condannato
per discriminazione agli studenti disabili

La decisione dei giudici milanese riguarda il drastico taglio di ore di sostegno. Davanti a a questa situazione, il novembre scorso diciassette genitori hanno depositato un ricorso in procura

Il ministero di Mariastella Gelmini condannato per discriminazione nei confronti di studenti con disabilità. La condanna del tribunale Civile arriva dopo un ricorso presentato il novembre scorso da 17 genitori contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale. Motivo: la riduzione delle ore di sostegno, ridotte fino al 50% dall’ultima Finanziaria.
A inizio anno, il ministro Gelmini aveva promesso l’aumento degli insegnanti da affiancare agli studenti con disabilità. In realtà, le  famiglie hanno assistito al drastico taglio delle ore di sostegno. Da qui la decisione del ricorso. Supportata dalla convinzione che la scarsità delle risorse non potesse giustificare la lesione di un diritto fondamentale come quello all’istruzione. E così ieri i giudici milanesi gli hanno dichiarata “accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010)”.
“E’ una sentenza importante”, spiega l’avvocato Livio Neri di Avvocati per Niente onlus, legale dei 17 genitori. “Per la prima volta un giudice parla di discriminazione in materia di sostegno scolastico”. Altra novità è la scelta di tante famiglie di agire collettivamente. “Questa decisione – precisa Neri – impedirà agli uffici scolastici di tirare la coperta, togliendo le ore a chi non protesta”. Ma il direttore scolastico per la Lombardia Giuseppe Colosio frena: “Potremo fare ben poco – afferma – non ci sono soldi”. Ma Neri riosponde: “Il modo andrà trovato”. Dopodiché annuncia un esposto in procura nel caso in cui le amministrazioni non dovessero provvedere entro i trenta giorni stabiliti dal giudice.
“La vittoria più grande”, chiarisce Maria Spallino, uno dei genitori che hanno presentato il ricorso, “è l’aver dimostrato che fare rete tra le famiglie può davvero cambiare le cose”. E rilancia: “Questo è un primo passo all’interno di un percorso che ci vede impegnati perché i nostri figli camminino a testa alta, a scuola come in ogni momento della loro vita nella società”.
I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). “Da oggi le famiglie possono contare su uno strumento legale più rapido ed efficace per far valere i diritti dei loro figli”, spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano. “Grazie a questa sentenza – continua Rasconi – ci auguriamo che altre famiglie escano dall’ombra per difendere il diritto dei propri figli alla formazione scolastica e non solo”.

lunedì 22 novembre 2010

I tagli al sostegno per i disabili finiscono per essere un enorme spreco di soldi pubblici

da Il Fatto Quotidiano:

L'Osservatorio sulla legalità dà il via a una petizione-esposto alla Corte dei Conti: "I ricorsi regolarmente vinti dalle famiglie dei ragazzi disabili sono un costo per lo Stato. Con la scusa di tagliare la spesa si usano risorse per violare un diritto"

Sono giuristi, professionisti, imprenditori, commercianti e impiegati i primi firmatari della petizione-esposto alla Corte dei Conti in favore del sostegno agli allievi disabili gravi promossa dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus e aperta alla firma di tutti i contribuenti. In tre giorni sono state raccolte già centinaia di firme. La grande maggioranza dei sottoscrittori non sono insegnanti. Un dato positivo, secondo l’associazione promotrice, che evidenzia come la richiesta di un adeguato sostegno ai disabili gravi sia una scelta di civiltà e diritti sentita da tanti cittadini e non una battaglia di categoria.

 

continua

 

link:

Osservatorio sulla Legalità e sui Dirittiqui trovi la petizione

Per firmare
invia una e-mail a hc@aaalegalitadiritti.it

con oggetto 'ADESIONE esposto alla Corte dei Conti'
e indicando nome-cognome-professione-città

venerdì 19 febbraio 2010

parcheggi

Leggo oggi su ORBA MODERNA questo post.. e meno male!!! dato che questa notizia mi era sfuggita.
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche il disabile che parcheggia l’auto nelle strisce blu deve pagare il ticket anche se non ha trovato posto nelle aree riservate. Su disablog potete leggere come si è arrivati a questa sentenza.

Ognuno la pensi come crede ma sinceramente mi sembra che si vogliano considerare i cittadini TUTTI UGUALI solo nel momento in cui si vuole che mettano mano ai portafogli. Dati poi i "numerosi" posteggi riservati ai disabili stessi.. spesso occupati da chi disabile non è, come vi raccontavo qui.

Buon week end!
Nina

martedì 1 dicembre 2009

Parcheggi

Grazie a Fabio che mi ha portato un bellissimo volantino sulla lotta a chi parcheggia nei posti riservati ai disabili (VERGOGNATEVI!!!) , ho pensato di cercare sul web un pò di alternative, a chi potesse interessare io i volantini li scarico, li stampo e li piazzo sulle macchine degli abusivi!! quindi agite, agite, agite!!!

In più vorrei dire a quelli che “ingenuamente” pensano di potersi posteggiare con la scusa “tanto resto in macchina se arriva qualcuno mi sposto”, che non tutte le persone disabili sono sempre accompagnate da qualcuno, ci sono disabili che pur non camminando guidano e quindi per venire a dire a te che TE NE DEVI ANDARE!!!!!, devono fermare l’auto, scaricare la carrozzina, salire sulla carrozzina, lasciare l’auto in mezzo alla strada e quindi farti spostare!!! Figurati poi se piove che bello!

flyer_campagna


bellissimo Flyer, quello promosso da Città Consapevole, anche questo disponibile sul sito per essere scaricato da chiunque volesse farlo.










attentialweb-smal




questo banner l’ho trovato su questo interessante blog http://attentialweb.blogspot.com/


La Campagna nazionale per la tutela del posto auto disabili, che viene lanciata a genova da Parcheggi.it , slogan “se vuoi il mio parcheggio prenditi anche il mio handicap” e questa è la locandina di Enzo Marciante

image

In aggiunta a questo volantino un comune del Tarantino, Martina Franca, istituisce la multa morale:

  • la "multa morale", un talloncino giallo distribuito a tutti i cittadini disabili da collocare sulle auto abusivamente parcheggiate. Da un lato compare la scritta: "Hai parcheggiato in un posto riservato ad una persona disabile" e dall'altro "I posteggi riservati per le persone disabili non sono un lusso o un privilegio. Sono una necessità. Ci vuole spazio per caricare e scaricare la carrozzina, uno scivolo vicino per accedere al marciapiede. FORSE NON LO SAPEVI, ORA LO SAI. Parcheggia da un'altra parte." (fonte disablog)

MULTA MORALE image


Cercando poi multe morali ho trovato questo articolo su disabili.com che parla della campagna STIA AL SUO POSTO, lanciata dal portale dell’Educazione Sostenibile, e in effetti VOGLIAMO FORSE DIMENTICARE DI CITARE COLORO CHE BLOCCANO I PASSAGGI PEDONALI?????

image (educazionesostenibile.it – dove puoi inoltre scaricare multa morale per: PERSONE CON IL PASSEGGINO, PEDONI, BICICLETTE)


Mi viene poi in mente il servizio di Striscia la Notizia girato a Bari da Fabio e Mingo



In fine su La Repubblica, con grande gioia, trovo questo articolo del 19 novembre 2009 dal titolo

Parcheggi per disabili - Un sensore segnala abusi

Ecco l'idea: un sensore collocato in ogni posto auto riservato ai disabili e un bollino da applicare sulla loro auto per far sì che il comando vigili urbani abbia in tempo reale i dati sull'occupazione del parcheggio e quindi colpire gli abusi. (leggi tutto..)

Alleluja, la tecnologia al servizio del popolo!!!! speriamo ce sia presto fatto in tutto il paese.

mercoledì 4 novembre 2009

mamme al lavoro

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Articolo 23

  1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI ECONOMICI SOCIALI E CULTURALI

Articolo 11
2. Per prevenire la discriminazione nei confronti delle donne a causa del loro matrimonio o della loro maternità e garantire il loro diritto effettivo al lavoro, gli Stati parti si impegnano a prendere misure appropriate tendenti a:

a) proibire, sotto pena di sanzione, il licenziamento per causa di gravidanza o di congedo di maternità e la discriminazione nei licenziamenti fondata sullo stato matrimoniale;

b) istituire la concessione di congedi di maternità pagati o che diano diritto a prestazioni sociali corrispondenti, con la garanzia di mantenimento dell'impiego precedente, dei diritti di anzianità e dei vantaggi sociali;

c) incoraggiare l'istituzione di servizi sociali di sostegno necessari affinché i genitori possano conciliare i loro obblighi familiari con le responsabilità professionali e la partecipazione alla vita pubblica, in particolare favorendo l'istituzione e lo sviluppo di una rete di asili-nido;

d) assicurare una protezione speciale alle donne incinte per le quali è stato dimostrato che il lavoro è nocivo.

Ultimamente l’argomento lavoro è moltro ricorrente nelle chiaccherate con le mie colleghe mamme.

Mi viene in mente Silvia, anche lei bi-mamma, prima impiegata, ha tentato il rientro al lavoro part-time ma, dopo circa un anno, ha dovuto desistere perchè uno stipendio part-time non copre la spesa per il nido di due gemelli.

Katia che, dopo dieci anni nello stesso posto, viene messa alle strette perchè, pur avendo avvisato ben un anno prima della sua impossibilità di turni pomeridiani dopo l’orario d’uscita dell’asilo si ritrova accusata di “poca disponibilità”.

Michela che, dopo 15 anni nella stessa ditta, è costretta a licenziarsi perchè all’ultimo momento le hanno detto che non erano disposti a darle il part-time.

Oppure un’altra mamma di un bambino speciale che viene messa in cassa integrazione lei sola su tutto l’ufficio… non voglio essere maliziosa.. di sicuro è stata una scelta casuale…. … … … …

Allora come mai se leggo le due citazioni sopra mi sento sicura, emancipata, protetta e poi la realtà che ho vicino è questa??

Si parla tanto della tutela delle donne sui posti di lavoro, del loro diritto al lavoro, ma forse si dovrebbe sul serio parlare di meno e fare di più.

E’ troppo diffusa, nel mondo del lavoro, l’ostilità verso i nostri pancioni.. Per non parlare di quelli che pensano che prevenire sia meglio che curare e già al momento del colloquio ti chiedono se sei sposata, se hai figli e se no se pensi di averne e quando!!!!!

Insomma l’ideale per alcuni datori di lavoro è avere una dipendente vent’enne così da poter usufruire dell’apprendistato, magari con un figlio maggiorenne e senza nessuna intenzione ad averne altri!!!!!

Il part-time poi… Vade Retro Satana… lavorare mezza giornata!!! ma scherziamo, anzi guarda se ti puoi fermare una, due o tre ore di più tutti i giorni (magari a gratis)! oppure se proprio ci tieni a lavorare solo 4 ore sappi che la tua mole di lavoro sarà comunque la stessa quindi regolati tu.

Mi ricordo quando chiesi di fare solo un’ora di pausa in modo da poter finire l’orario alle 17.30 anzichè alle 18.30 (anche perchè la mia oretta in più ci scappava sempre), la prima risposta che mi diedero fu che a Milano nei grandi studi le impiegate si fermano fino alle 20, infatti loro (i miei capi) si fermavano fino a quell’ora. “peccato” risposi “che noi non siamo a milano, e che io non conosca nessuna impiegata di milano x confermare quello che dite, in più, certo che voi state in studio fino alle 20, arrivate alle 16!!!!”…

Tutto questo in una situazione di “normalità” , ma se ci scappa la 104 diventa una tragedia.

Permessi per la 104!, maternità prolungata e ben 3, e ripeto 3 giorni di lavoro al mese RETRIBUITI!! poveri datori di lavoro… e i colleghi? costretti ad avere a che fare con queste mamme o papà che una volta hanno il controllo npi, una volta hanno la fisioterapia, una volta hanno l’intervento… meno male che molte di loro si trovano costrette a licenziarsi per poter seguire al meglio il loro bimbi.

Non volgio esagerare e fare un quadro troppo negativo, io posso solo parlare per me e per le poche esperienze che sento dalle amiche, per fortuna non è sempre così. Ma chissà perchè mi viene da sperare che questi atteggiamenti diventino prima o poi delle eccezioni.

Io dal mio cantuccio, il 14 finirò il prolungamento della maternità facoltativa con legge 104, così ho richiesto un anno di astensione straordinaria legge 104, dopodichè dato che

- di part-time non se ne parla

- di telelavoro (da me proposto ancora quando ero incinta) NADA (lavorare da casa???? e chi ti controlla???? fa niente se mi recavo in ufficio per lavorare quasi esclusivamente sul telematico, lavoro che potrei svolgere ovunque. Meglio pensare che sono una disgraziata che li ho abbandonati in mille difficoltà)

sarò costretta a licenziarmi per la grande felicità di alcuni che ongi volta che vedono arrivare una busta con me come mittente si augurano che sia la mia lettera di dimissioni…

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.


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